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Questa penna che impugno
me la donasti - com’è raro
-Tu meriti perchè sai scrivere,
sai scrivere, perciò meriti-
nel tuo solito vago scalciante partire
Così ho scelto di farne
la mia pietra d’inciampo
specialmente a riguardo
dei nomi che ho a fianco
Non ho pensieri tristi
non ti rimpiango
i lacrimarium li ho riposti
nella vetrinetta dei solidi
Mi restano i nomi
i nomi che ho lasciato
li tengo sospesi da egoista
di carezze per farli arruffare
Nei nomi che ero
ricordo chi ero
per qualche giorno o anno
sono stata diversa
scrivevo già male
adesso che mi somiglio di più
e scrivo anche peggio
con la tua penna, però
e sorrido alle piume
svolazzanti dal tuo giallo collo irrequieto.